L’ecografia è un sistema di indagine diagnostica medica che utilizza gli ultrasuoni, i quali non sono dannosi per i pazienti e ci fornisce immagini degli organi interni e altre parti del corpo.

L’ecografista è il medico o il tecnico specializzato nell’utilizzo dell’ecografo come mezzo d’indagine diagnostica e di controllo. L’obiettivo dell’ecografista è di far visualizzare le strutture interne dell’organismo e valutarne – quando possibile – la funzionalità e la presenza di eventuali anomalie. Oltre alla sonda dell’ecografo tradizionale (quella, per intenderci, che viene usata durante la gravidanza), rientrano tra gli strumenti utilizzati dall’ecografista anche l’ecodoppler (che consente di effettuare valutazioni emodinamiche e misurazioni di portata sanguigna) e l’ecodoppler transcranico (che permette di evidenziare una comunicazione intracardiaca e/o artero-venosa polmonare).
Queste sono alcune delle patologie più spesso diagnosticate tramite l’ecografia:
-Tumore della mammella
-Patologie tiroidee
-Patologie che interessano gli organi addominali.
-Patologie a carico dei vasi sanguigni (stenosi, placche arterosclerotiche, ulcerazioni, dissecazioni)
-Alterazioni nelle comunicazioni intracardiache e/o nella comunicazione artero-venosa polmonare.

Diverse sono i metodi utilizzati dall’ecografista:
-La sonda tradizionale per lo screening per il tumore della mammella; patologie tiroidee e patologie che interessano gli organi addominali;
-L’ecodoppler (o ecocolordoppler) per le patologie a carico dei vasi sanguigni (stenosi, placche arterosclerotiche, ulcerazioni, dissecazioni);
-L’ecodoppler (o ecocolordoppler) transcranico per il monitoraggio della circolazione del sanguigna all’interno del cervello e per le alterazioni nella comunicazione intracardiaca e/o nella comunicazione artero-venosa polmonare.
È utile stabilire un appuntamento con l’ecografista tutte le volte che lo prescrive il proprio medico generale (al quale ciascun paziente può fare riferimento nel caso in cui si abbia il sospetto di soffrire di qualche patologia) e, nel caso di diagnosi già confermata, per monitorare il proprio stato di salute e valutare l’andamento delle eventuali terapie prescritte.
Indossate abiti comodi e non aderenti. Potrebbe essere necessario rimuovere gioielli dall’area che verrà esaminata. A seconda del tipo di esame, potrebbe essere necessaria un’ulteriore preparazione:
-Per ecografia al fegato, colecisti, pancreas e aorta vi sarà chiesto di non mangiare nelle 6 ore precedenti l’esame.
-Per ecografie ai reni, vescica o pelvi vi sarà chiesto di bere mezzo litro di liquidi circa 1 ora prima dell’esame.
L’Elastografia è una metodica diagnostica ad ultrasuoni in grado di valutare in modo non invasivo il grado di elasticità dei tessuti. Al pari dell’ecografia, della quale è complementare e dalla quale non può prescindere, è innocua e fornisce informazioni in tempo reale.
L’applicazione in campo medico dell’elastografia parte da due presupposti fondamentali: il primo che esistono differenze significative nelle proprietà meccaniche dei vari tessuti; il secondo che molte patologie determinano un cambiamento dell’elasticità tessutale. In linea di massima i tessuti “benigni” hanno caratteristiche “elastiche”; al contrario i tessuti “rigidi” sono usualmente considerati espressione di tumori o processi infiammatori cronici.
Per questo motivo, sin dagli albori della medicina, la “palpazione” eseguita durante una visita medica è sempre stata considerata di fondamentale importanza nell’identificare un processo patologico. I limiti della palpazione manuale sono tuttavia la soggettività e l’impossibilità di identificare le diverse componenti tessutali.
L’Elastografia si propone pertanto come una tecnica di “palpazione elettronica” in grado di analizzare sistematicamente le differenze strutturali dei tessuti, specie in aree non adeguatamente valutabili con il solo esame clinico medico. L’elastografia è infatti altamente sensibile ai cambiamenti strutturali che accompagnano processi fisiologici e patologici.
Trova prevalente applicazione nella diagnosi differenziale tra noduli benigni o maligni in organi superficiali quali mammella, tiroide, linfonodi, testicoli.
-E’ indicata per la caratterizzazione dei noduli della prostata e la ricerca del cancro nella zona periferica della prostata.
-E’ utile per valutare la rigidità (stiffness) del fegato nel sospetto di fibrosi epatica post-epatitica o in altre epatopatie non virali
L’elastografia offre informazioni in modo non invasivo e senza alcun disagio per il paziente. Aumenta la confidenza diagnostica nel definire la natura benigna o maligna delle lesioni nodulari degli organi superficiali: mammella, tiroide, testicoli, prostata.
Presenta un elevato valore predittivo negativo nelle alterazioni non neoplastiche.
Permette di riclassificare alterazioni nodulari apparentemente benigne all’ecografia orientando verso l’esecuzione di agoaspirato o agobiopsia.
Misura l’entità dello stiffness parenchimale nelle epatopatie croniche.
Identifica il tessuto fibroso penieno nella Malattia di Peyronie.

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